itinerario n°6
Mi trovo qui, sul Gargano, in un parco archeologico: è in questo luogo che, a pochi passi dal mare, sono stati trovati i reperti dei primissimi umani sul territorio europeo, oltre a quelli di tanti altri animali. Questi antenati sono arrivati via mare dal Medio Oriente: primitivi, sì, ma già in grado di navigare.
Ecco che mi sono spostata a Lipari, nelle isole Eolie, altro territorio abitato fin dal Paleolitico, l’antica Età della Pietra. Perché una delle pietre più diffuse era la selce, ma una delle più pregiate era l’ossidiana, di origine vulcanica, che da Lipari è arrivata in tutto il Mediterraneo. L’ossidiana era più facile da lavorare, più tagliente, e anche più preziosa.
Sempre vicino al mare, dietro Palermo, si trova un complesso di grotte con antiche incisioni fatte dalle persone che abitavano in questa zona. Preistorici ma non primitivi, questi uomini si spostavano nel mare e commerciavano, si scambiavano materiali e idee innovative. Via mare sono arrivati giochi e materiali preziosi, ma anche i numeri e l’alfabeto.
Sono arrivata sul Circeo, in una piccola grotta dove sono stati trovati i resti di tanti animali, compresi alcuni crani di uomini di Neanderthal: questa era probabilmente la tana di una iena che portava qui i resti delle sue vittime. Grazie a questo ritrovamento, e ad altri, sappiamo che uomini di Neanderthal e Homo Sapiens vivevano entrambi in queste zone.
Mi sposto in mare aperto, fino a toccare l’isola di Capraia, proprio in mezzo al mar Tirreno, meta famosa per gli appassionati di snorkeling. Anche qui la specie umana è arrivata in tempi antichissimi. Tra i resti trovati nei dintorni, ci sono anche le ossidiane di Lipari, oltre alle prime ceramiche e ad alimenti e gioielli che venivano da lontano.
Sono risalita lungo l’Adige per arrivare fino al lago di Garda: è sul fondo di questo lago che si trovano i più vasti ritrovamenti italiani di antiche palafitte (capanne costruite sull’acqua). Le persone del Paleolitico non vivevano solo in grotte, ma avevano trovato il modo di costruire case sospese: non sul mare, ma su laghi, fiumi e lagune.
Spinta dalla curiosità continuo a girare per le isole più piccole e ancora oggi meno abitate: anche qui però c’erano insediamenti preistorici. Le Tremiti si trovano nell’Adriatico, e i Greci le chiamavano Diomedee, da Diomede, uno dei loro eroi, uno dei primi esploratori greci secondo la loro mitologia.
Oggi Pescara è uno dei centri industriali più importanti della costa, ma anche i posti qui vicino sono abitati da tempo immemore: mi prendo il tempo di visitare il Museo delle Genti d’Abruzzo che racconta i ritrovamenti archeologici avvenuti nei dintorni, e ricostruisce case di epoche diverse.
Continuo a risalire il mare Adriatico fino a raggiungere Adria, come già avevano fatto i popoli antichi, e come continuarono a fare i mercanti greci e fenici; e poi sono salita ancora, fino al Carso, ricco di grotte, dove sono stati trovati luoghi abitati fin dall’antichità.
Mi sposto sull’altro mare, sulla bellissima isola di Ischia: anche qui, ci sono segni di presenza umana fin dal Neolitico, con numerosi contatti con le popolazioni micenee. I mercanti greci faranno di Ischia una delle prime colonie della Magna Grecia.
Poco più su, lungo lo stesso mare, nel golfo di Baratti, protetto da un promontorio ricco di metalli, che diventarono fondamentali nelle Età del Ferro e del Bronzo, gli Etruschi fondarono Fufluna, poi chiamata Populonia, l’unica città etrusca costruita direttamente sul mare.
Finisco il mio giro visitando quello che resta di una vera capitale scomparsa dell’antichità, la ricca Tharros, in Sardegna: qui la popolazione locale abbandonò un villaggio preistorico per costruire con i Fenici questa ricca città, che rimarrà importante fino al Medioevo. Questo mare è anche un mare di storia e di attraversamenti, che ha unito e unisce molti popoli.